PlayStorm Bolzano: quando la ricerca entra in gioco

  • Data

    28/04/2026

Studentesse e studenti impegnati in una sessione di gioco didattico durante PlayStorm Bolzano

Dal 4 al 6 febbraio 2026 l'IISS "Cesare Battisti" di Bolzano ha ospitato PlayStorm, la prima edizione italiana di un evento dedicato ai giochi da tavolo e all'esplorazione del valore educativo del gioco e della gamification nella didattica.

CRiThink, il Laboratorio permanente sul pensiero critico della IUL, ha partecipato attivamente all'iniziativa, portando la propria prospettiva di ricerca sull'intersezione tra Game-Based Learning, sviluppo del pensiero critico e innovazione didattica.

Il gioco come dispositivo didattico

Il Game-Based Learning non è una moda: è un campo di ricerca consolidato che documenta come l'apprendimento mediato dal gioco favorisca l'engagement cognitivo, il problem solving collaborativo e lo sviluppo della metacognizione.

PlayStorm Bolzano è stata un'occasione per portare queste evidenze dentro un contesto scolastico reale, con studenti e insegnanti, trasformando l'aula in un laboratorio vivo in cui ogni gioco era il risultato di un percorso scientifico rigoroso.

Due giorni con gli studenti

Le prime due giornate hanno coinvolto 20 classi e circa 400 studentesse e studenti dell'ITE Battisti e di altri istituti superiori della città, attraverso sessioni ludico-didattiche costruite attorno a un catalogo di giochi educativi prodotti da diversi gruppi di ricerca.

Workshop con studenti durante PlayStorm Bolzano

Il gruppo PATHS di INDIRE, A Philosophical Approach to Thinking Skills, ha portato i propri strumenti per lo sviluppo del pensiero critico e argomentativo, incluso EduPATHS, il gioco da tavolo progettato per stimolare il pensiero critico, e Dietro la barba, un gioco digitale sulla filosofia che ha ottenuto ottimi risultati anche in termini di engagement.

Sempre da INDIRE, il gruppo coordinato da Lorenzo Guasti ha proposto un gioco educativo sulla blockchain, sviluppato nell'ambito della ricerca su tecnologie emergenti e cittadinanza digitale.

Il CNR ha contribuito con diversi strumenti didattici, tra cui EcoCEO, gioco sull'economia circolare e l'imprenditorialità sostenibile, e Quanto, gioco di carte sulla fisica quantistica. L'IISS "Cesare Battisti", istituto ospitante, ha messo a disposizione i propri giochi educativi, tra cui MathQuest, integrando la dimensione della ricerca con la conoscenza del contesto locale e degli studenti.

Dettaglio di un gioco da tavolo utilizzato durante PlayStorm Bolzano

Il seminario per i docenti

La mattinata conclusiva, venerdì 6 febbraio, è stata riservata alla formazione. Oltre cento insegnanti hanno partecipato a un seminario pedagogico su gioco e didattica, articolato in una sessione plenaria e in workshop paralleli, organizzato in collaborazione tra INDIRE, CNR, IUL e IPRASE.

Il seminario ha affrontato i principi della gamification applicata alla didattica con l'obiettivo di integrare conoscenze disciplinari, abilità operative e competenze trasversali, offrendo agli insegnanti strumenti concreti e immediatamente trasferibili in classe.

Un modello replicabile

PlayStorm Bolzano ha dimostrato che scuola e ricerca possono dialogare in modo autentico: non come ospiti l'una dell'altra, ma come co-protagoniste di un'innovazione educativa fondata su evidenze.

Per CRiThink, questa esperienza conferma il senso di una ricerca sul pensiero critico che non si chiude nei laboratori universitari, ma entra nelle aule, gioca con gli studenti e costruisce, partita dopo partita, una scuola più riflessiva e consapevole.

Il gruppo di lavoro PlayStorm Bolzano

Materiali e riferimenti